La stampa (intesa nel suo significato più ampio, come espressione del giornalismo) è una compagna inseparabile per uno sportivo di professione. Leggere o sentire quando parlano di te, e non solo quando ne parlano bene, è come guardarsi allo specchio per scrutarsi nei pregi e nei difetti, per capire dove si può migliorare.
In questa sezione mi sono ripromesso di valutare e selezionare dei contenuti giornalistici relativi alla mia attività sia ciclistica che nell' ambito della promozione di eventi sportivi.
Continua senza sosta la stagione agonistica riservata ai professionisti del pedale. Dopo la nascita della prima squadra campana atta a prender parte al circuito maggiore, c’era grande attesa per l’esordio ufficiale della Meridiana Kalev Chocolate. Il team di Polla che annovera tra le proprie fila tre atleti nostrani, D’Andrea, Giallorenzo e Commesso, ha preso parte alla 3 jours de Vaucluse, gara di rodaggio molto impegnativa svoltasi alle pendici del mitico Mont Ventoux.

Ottimo inizio di stagione per Pasquale Muto, ciclista professionista napoletano, in forza alla Miche Silver Cross. Un 7° posto nella seconda tappa del Giro di Sardegna e un’ottava posizione nella terza, risultati che non lasciano dubbio alcuno sullo straordinario stato di forma del corridore partenopeo. “Sono molto soddisfatto – ha commentato Muto al termine della gara – è stata una corsa dura, con continui dislivelli. Purtroppo a metà gara ho dovuto anche cambiare la bici e questo mi ha condizionato, ma la condizione c’è e sono riuscito comunque ad ottenere un buon piazzamento”. Un traguardo importante per il 29enne corridore partenopeo che non nasconde affatto la sua voglia di competizione: “sono già pronto per le prossime gare – ammette – mercoledì prossimo mi aspetta il Giro del Friuli Venezia Giulia e più avanti il Giro del Trentino”; impegno, quest’ ultimo che Muto affronterà solo dopo aver riposato per una ventina di giorni, facendo ritorno nella sua adorata Napoli e dalla sua ragazza. “Sono i valori come amore e famiglia che mi fanno guardare la vita in modo positivo – afferma - con la mia fidanzata, poi, il legame è fortissimo. Insieme abbiamo attraversato dei momenti molto difficili che però non hanno fatto altro che unirci ancora di più”. Bici e sentimento, questo sembra essere il connubio perfetto per Muto che afferma di ricaricarsi davvero “solo dopo aver passeggiato per i luoghi più belli di Napoli. Dal centro storico a Via Caracciolo, magari mangiando una pizza nei locali simbolo della città”. Un napoletano doc, insomma, che non crede affatto a chi valuta negativamente il ciclismo campano: “da grande estimatore della mia terra, ma anche da obiettivo osservatore – afferma – non posso far altro che parlar bene di questi luoghi e dei campioni di ciclismo che da qui partono e si propongono in giro per l’Italia e non solo. Sicuramente correre in Campania non è cosa facile, ma ultimamente si sta lavorando parecchio per migliorare la situazione”. La nascita di un team professionistico come il Meridiana Professional Team Kalev e il prestigio dei corridori di questa regione sono solo alcuni dei motivi che portano Muto a guardare con ottimismo il futuro: “spero che soprattutto a livello istituzionale si possa fare sempre meglio – dichiara – manca ancora qualcosa ma sono certo che con l’elezione di Domenico De Lucia alla Vicepresidenza della Federazione Ciclistica Campana si potranno compiere ulteriori passi avanti”. Cambiamenti che incitano Pasquale Muto a non fermarsi e a competere per traguardi sempre più importanti: “sono tanti gli stimoli che mi aiutano a proseguire su questa strada – afferma – e con il tempo ho imparato a guardare le cose in modo diverso, nuovo e assolutamente positivo. E’ questo il supporto maggiore per farmi godere dei traguardi raggiunti e credere in quelli con cui devo ancora misurarmi”.
Puntare al sogno, coltivando la realtà. Sembra essere questo il modus operandi dell’U. C. Atellana Eldo, la più importante formazione ciclistica juniores della Campania presieduta da Stefano Minichino. Un progetto vincente costruito con passione fin dal 1998 e riconosciuto oggi sia in Italia che all’estero. “Undici anni fa – racconta il team manager Minichino, in pochi pensavano che il nostro gruppo potesse partire da una realtà piccola come Orta di Atella e raggiungere i livelli attuali”. Dalla prima denominazione Juniores Ciclistica Atellana, nata dalla volontà di far divertire i più piccoli in occasione di una manifestazione comunale, alla formazione di un vero team di professionisti che sposano i valori della nuova Unione Ciclistica Atellana Eldo, principi di volontà e sacrificio uniti alla passione per lo sport. “Abbiamo lavorato a lungo per raggiungere la formazione attuale – spiega Minichino – e ogni giorno, nonostante gli importanti traguardi già raggiunti, continuiamo a fronteggiare le tante difficoltà organizzative e di gestione. Per questo siamo grati – continua - ai nostri main sponsor Eldo, Biciclette Schiano e Laco Calzature che non smettono di credere in questo progetto”. Ad oggi, la squadra ciclistica juniores è tra le più importanti in Campania, vantando riconoscimenti di altissimo livello: “non è stato semplice guadagnare la fiducia di chi ci guardava con diffidenza, ma oggi possiamo dire di essere fieri di rappresentare la nostra regione in Italia e all’estero”. La formazione che ha forgiato corridori come Bernardo Riccio e Gennaro Maddaluno è composta da tredici persone, tra tecnici ed amministratori, che seguono passo dopo passo i giovani atleti con un’età compresa tra i 16 e i 18 anni, tutti pronti ad intraprendere la sfida delle due ruote. “ In molti casi i nostri ragazzi si avvicinano al ciclismo per gioco o curiosità – spiega Minichino – sta a noi poi istradarli alla disciplina della bici e fargli capire anche l’importanza dello studio”. Applicazione sia pratica che teorica, dunque, che porta i manager dell’U. C. Atellana Eldo a proporre ai loro giovani un connubio tra sport e formazione. “Non puntiamo solo all’agonismo – racconta Minichino – ma da sempre crediamo sia giusto distogliere i ragazzi dai pericoli della strada e farli impegnare anche in attività pratiche. Sono stati attivati così corsi d’informatica e ceramica e dal 2010 siamo pronti anche ad impegnarci in attività di beneficenza”; una giusta alternanza che però non distoglie mai l’attenzione dalle competizioni ciclistiche in programma che a breve vedranno impegnato il gruppo a Perugia e a Parma. I ragazzi dell’Atellana Eldo si allenano per circa 4 ore al giorno, scegliendo tra le alture del beneventano e i panorami mozzafiato della Costiera Amalfitana, il percorso è di circa 120 chilometri, fatto per forgiare mente e corpo in perfetta sintonia con le idee della dirigenza. E’ lo stesso Minichino, infatti, ad affermare che “è proprio il connubio sport - sociale a renderci sempre più forti e farci capire che la nostra missione va ben oltre l’agonismo”.
Pasquale Muto, corridore napoletano della Miche-Silver Cross-Selle Italia, è professionista dal 2004.
Da allora solo una vittoria per lui, il 15 settembre 2007 in una piccola corsa in Bulgaria, ma non tragga in inganno
questo dato perché Pasquale di anno in anno è cresciuto in maniera sorprendente sfiorando più volte il successo.
Nei mesi di luglio e agosto è quasi sempre protagonista di ogni corsa cui prende parte tanto che il CT della nazionale
Franco Ballerini ha avuto spesso parole di elogio per il corridore campano.
Pasquale ha anche sposato una causa per lui molto importante, quella della promozione del ciclismo in Campania,
per cui è uno dei pochi corridori professionisti che risiede stabilmente al sud, cosa che lo rende davvero un corridore sui
generis.
Pasquale ma davvero non hai mai pensato di trasferirti altrove? Ho sempre declinato ogni invito che la mia squadra mi ha fatto per trasferirmi al nord, dove avrei avuto la possibilità di allenarmi con molti miei colleghi. Ma io non riesco a staccarmi da Napoli, qui ho tutto, non solo la mia ragazza e la mia famiglia, ma anche altre cose che non potrei ritrovare altrove, come il mare di Napoli o la possibilità di potersi rilassare in una strada come via Caracciolo. Ho vissuto tanti anni in Toscana quando ero tra gli juniores e tra gli under 23, quella è una terra di ciclismo e di ciclisti, ma anche in Campania si può fare il corridore, e io lo sto dimostrando, diventando un esempio per tanti giovani appassionati di questa regione.
In che modo cerchi di promuovere il ciclismo tra i giovani? Innanzitutto sono diventato un vero e proprio punto di riferimento per tutti i giovani ciclisti. Molti dilettanti della zona si allenano con me e imparano molto. Sono diventato la loro chioccia tanto che quando ci alleniamo sembriamo la famiglia delle paperelle: tutti in fila con in testa la mamma. Poi ho cercato di creare tutta una rete di rapporti con radio, televisioni e giornali locali per poter parlare del nostro ciclismo: su Radio CRC parliamo di ciclismo due giorni a settimana; in una televisione che va sul satellite abbiamo creato un programma, “Velò”, che va in onda settimanalmente; mentre per la carta stampata abbiamo una pagina intera il venerdì nel “Corriere di Caserta” che ha una tiratura di 50.000 copie. Spesso sono io che intervengo nei programmi o addirittura scrivo qualche pezzo per il giornale.
E in mezzo a tutti questi impegni riesci ad allenarti tranquillamente? Lo devo fare per forza, mi alleno la mattina insieme a D'Aniello, che ha sposato la mia stessa causa, ma devo spegnere il cellulare perché squilla sempre in continuazione. Ormai sono coinvolto in tantissime cose, sto dando anche una mano agli organizzatori della “Granfondo del Volturno”, e quindi le persone mi cercano sempre.
Per portare avanti questi tuoi progetti avrai avuto sicuramente modo di avere rapporti diretti con politici e istituzioni varie. Come ti poni nei confronti della politica e dei politici. Si è naturale venire a contatto con molti politici perché c’è bisogno anche delle istituzioni per promuovere e dare visibilità al ciclismo campano. Per fortuna nei politici locali ho trovato poca politica e molti fatti. Vale a dire un grande aiuto disinteressato visto che molte volte i politici cercano di politicizzare qualsiasi cosa, come è successo nel caso della povera Eluana.
Ho letto sul tuo sito che ti piace leggere, vedere film che inducono a riflessioni profonde, inoltre hai detto che ogni tanto scrivi per un giornale: suppongo quindi che hai studiato. Purtroppo no, non mi sono diplomato. Ho la licenza media e poi ho frequentato per due anni l’istituto tecnico-commerciale ma mi sono fermato lì. Però mi piace dire che ho la laurea della strada, mi sono fatto le ossa nella strada, andando già da ragazzo a correre in Toscana. Però sono stato sempre guidato da una grande curiosità e ciò mi ha portato a interessarmi di tante cose, per cui ogni tanto mi improvviso giornalista, poi leggo tanto e mi appassionano i film non banali, come “I colori dell’anima”, un film che parla della storia di Picasso e Modigliani.
Corri in una piccola squadra e nonostante i bei piazzamenti forse non godi della stessa visibilità che potrebbe darti una squadra più forte. Probabilmente a fine anno lascerò la Miche, ma finora è stata una mia scelta quella di rimanere qui visto che molte squadre mi hanno cercato. Mi trovo bene, sono uno degli uomini di punta e mi lasciano tutto lo spazio che voglio. La Miche è una piccola realtà ma ha comunque solide basi. Poi non bisogna sottovalutare il fatto che lo sponsor della squadra vive di ciclismo. Bisogna pensare anche a quello che succederà quando terminerà la mia carriera: sono divenuto un uomo simbolo per i miei sponsor che, se devono promuovere i loro prodotti nella mia terra, si rivolgono a me e sanno che attorno a me ruotano tante persone.
Quest’anno vi siete rafforzati con l’arrivo di Moletta, ma ho notato che sono arrivati in squadra diversi giovani corridori sanmarinesi sconosciuti. Si sono sei, tutti giovani. Li abbiamo dovuti tesserare per forza perché la squadra è affiliata nella Repubblica di San Marino e le squadre Professional devono avere obbligatoriamente una parte di corridori locali. Tra l’altro alcuni ragazzi italiani per questo motivo sono rimasti appiedati, ma non so di preciso come sono andate le cose, sono cose di cui si occupa la squadra, quello che a me importa è che alla fine anche se siamo 10 in squadra, siamo tutti buoni corridori che vendono cara la pelle.
Molti ti conoscono per le tue ottime prestazioni degli ultimi anni. Raccontaci invece dei tuoi risultati migliori ottenuti in precedenza. Da giovane ero quasi un baby fenomeno. Tra gli under ho vinto 25 corse tra cui Mercatale e il Campionato toscano, poi ho vestito la maglia azzurra una volta agli europei e sono stato riserva a Zoelder. Correvo nella Vangi che adesso è affermatissima tra gli under, ma anche allora aveva una bella squadra: c’erano Rogers, Bernucci e altri. Invece sin dai primi anni da professionista sono andato forte in estate, mi sono piazzato sempre in corse come Camaiore, Melinda, Industria e Artigianato e al Matteotti dove do sempre il meglio di me.
Sarà che è la corsa più vicina a casa tua rispetto alle altre? Penso di si. Ogni anno per il Matteotti partono diversi pullman di tifosi da Napoli per venirmi a vedere, e io li ripago tutti con splendide prestazioni. Dal primo anno di professionismo mi sono piazzato 4°, 18°, 2°, 8° e l’anno scorso 3°. Poi il Matteotti dell’anno scorso è stato forse il giorno in cui mi sono sentito più forte da quando corro. Peccato che sulla mia strada si è messo un certo Bettini… comunque in salita non gli sono stato inferiore. Abbiamo fatto la differenza e gli ho dato pure i cambi, se la salita era più lunga sicuramente arrivavamo io e lui al traguardo soli, invece a giocarci la corsa in volata alla fine eravamo in cinque.
Quest’anno quando inizia la tua stagione ufficiale? Dal 13 al 15 sarò impegnato al Giro della provincia di Grosseto, spero di ben figurare perché penso di essermi allenato bene, sono soddisfatto del mio attuale stato di forma e poi il profilo altimetrico di questa piccola corsa a tappe è interessante. Dopo farò il Laigueglia dove già un paio di volte mi sono comportato bene.
Per concludere Pasquale lancia un appello a tutti i corridori giovani del sud che vogliono intraprendere la tua stessa strada tra mille difficoltà. Più che altro l’appello si deve lanciare alle famiglie. I padri devono lasciare che i propri figli prendano la strada che vogliono e non devono assillarli né nel tentativo di dissuaderli dal desiderio di correre né nel cercare di mettergli addosso tante pressioni. La mia famiglia in tal senso è stata encomiabile, e adesso lo è anche la mia ragazza.
Dalla conferma di Muto, all’esplosione di Riccio e degli altri giovani campani fino ad arrivare al ritorno della Campania protagonista al Giro D’Italia. Si chiude un anno positivo per il nostro ciclismo. È andato in archivio un discreto 2008 per il ciclismo campano e il futuro sembra promettere nuove soddisfazioni per i corridori nostrani. È questa la sensazione che hanno un po’ tutti gli addetti ai lavori dopo aver analizzato la situazione del nostro ciclismo. Buone notizie da chi nel mondo del professionismo ci è già arrivato da tempo, come Pasquale Muto, e da chi invece vi si è affacciato da poco pronto a confermare quanto di buono fatto da dilettante. È questo il caso di giovani promesse come Riccio, Iliano e Cesaro. Ma c’è anche chi all’anno nuovo chiederà un riscatto, come Commesso e Ferrara. La novità più bella del 2008, però, è arrivata dal Giro d’Italia, che per il 2009 ha scelto il Vesuvio come ultimo arrivo in salita, e quindi, molto probabilmente, come giudice supremo della corsa in rosa. Tornando ai corridori, dicevamo delle buonissime prove offerte da Pasquale Muto. Il corridore della Miche-Silver Cross ripartirà dalle ottime gare al Trofeo Matteotti e al Gp di Camaiore, per dire la sua al prossimo Giro d’Italia. Così come proverà a dire la sua Bernardo Riccio, che a detta degli esperti pare destinato a una splendida carriera. Il ventiquattrenne velocista di Crispano ha trionfato l’anno scorso in una tappa alla Clasica de AlcobendasClasica ed ha sfiorato due volte la vittoria al Giro delle Asturie. Il suo talento non è passato inosservato a Roberto Marrone, manager della Ceramica Flaminia, che l’ha subito messo sotto contratto per la prossima stagione. «Riccio è dotato di classe e tecnica sopraffina – ha detto Marrone – Su cosa deve migliorare? Oggi forse è un po' deficitario sui dislivelli. Noi lo aiuteremo a superarli con più semplicità per arrivare più fresco agli sprint e consentirgli di far emergere il suo talento»
La stagione 2008 è volta al termine già da qualche settimana e si pensa oramai alla possima stagione.
Tanta la carne a cuocere ma ciò che regna sovrano in questo periodo è il ciclomercato.
C’e da dire che la crisi che sta imperversando sul mercato finanziario non poteva fare a meno di colpire
anche il mondo del ciclismo, comunque tra voci vere e smentite proverò a fare il punto della situazione,
con un occhio di riguardo al futuro dei corridori campani.
Tuttavia è indispensabile fermarsi un attimino e riflettere sull’abbandono dall’attività agonistica di
Paolo Bettini, un grande campione che ha dato un contributo immenso al ciclismo Italiano e non solo,
ed oltre a fargli gli auguri di una pronta guarigione dalla caduta alla Sei giorni di Milano, mi farebbe piacere
tributargli una “standing ovation” aleatoria alla quale sono sicuro che tutti gli appassionati vorrebbero unirsi.
Messo da parte il doveroso tributo a Bettini, inizio l’analisi delle squadre: le due pro tour italiane: la
Lampre e la Liquigas; mentre la prima si gode il neo campione del mondo Ballan ed il brillantissimo
Cunego non ha avuto bisogno di grossi cambiamenti la seconda si è rinforzata con il “bentornato”
Ivan Basso, che gia alla Japan Cup ha fatto capire che in questi due anni che è stato lontano dalle
gare non è stato lì a “pettinar bambole”.
Tra le squadre Professional il colpo più importante è stato messo a segno dal “Principe del ciclismo”
Gianni Savio della Serramenti Diquigiovanni che proprio in queste ore ha trovato un accordo per il
prossimo anno con il vice campione olimpico Davide Rebellin e tra le file di questa formazione troviamo
anche il nostro corregionale Raffaele Iliano, ottimo vincitore di una tappa alla Tirreno-Adriatico.
Altri team attivi sul mercato che vedono nelle proprie file corridori campani, sono la Ceramica Flaminia e
la Miche-Silver Cross: la prima ha chiuso il mercato confermando gran parte degli atleti tra cui il campano
Antonio D’Aniello ormai un pilastro portante di questa formazione e con l’innesto dell’ ottimo velocista
napoletano Bernardo Riccio mentre la Miche-Silver Cross sta ancora in fase di allestimento, ma avendo
già una cuore solido formato dal trio Giunti, Niemiec ed ahimè il sottoscritto, sicuramente non ci saranno
grossi stravolgimenti di organico, senza dimenticare che in questa formazione militano altri due corridori
campani e parliamo del buon Nicola D’Andrea e del neo professionista Roberto Cesaro.
L’ Acqua & Sapone, La LPR-Ballan e la Barloworld, praticamente sono rimaste così com’erano mentre la
Csf (la squadra della famiglia Reverberi) ha scelto di rinforzarsi solo con cinque neo professionisti.
In cantiere ci sono altri Team nuovi in fase di allestimento, la Kauf che sta allestendo un’ottima squadra
con corridori del calibro di Bertagnolli, la ISD con Visconti, la H2O a quanto pare in trattativa con il
campione italiano Simeoni ed i campani Totò Commesso e Raffaele Ferrara. A questi ultimi due,
atleti di gran spessore che hanno dato e possono dare ancora tanto al ciclismo, auguro una sistemazione
degna della loro caratura.
I tempi finalmente sono maturi anche per il ciclismo: la Campania rilancia la passione per lo sport del pedale
e lo fa in grande con una partnership di prestigio con la Miche-Silver Cross, squadra professionistica
impredicata di prender parte il prossimo anno all’edizione del centenario del Giro d’Italia.
Era incredibile che in una terra come la nostra, tanto fertile di “campioni” dello sport, il ciclismo dovesse
far registrare l’assenza di una squadra di vertice sebbene nei decenni trascorsi, proprio da qui con la
valigia siano partiti verso le regioni del nord Italia, in cerca di fortuna i giovani De Novellis, Marzaioli,
Montella, Mele, Auriemma, Santoro, Figueras, Commesso, Ferrara, Illiano, Muto, tutti poi arrivati al
professionismo.
La Miche Silver Cross, squadra affidata alle sapienti cure dei dirigenti toscani Marco Tozzi e
Mauro Tognaccini, ha accolto l’input lanciato dal capitano Pasquale Muto, uno dei “pro” più rispettati in
gruppo, emigrato in Toscana giovanissimo dalla nativa Casoria e pronto oggi a tendere una mano ai
ragazzi campani, memore dei travagli e dei sacrifici di una vita. E’ così che nel giro di pochi anni nomi
quali quelli dei nostrani Giallorenzo, D’Andrea, Cesaro (dalla prossima stagione) sono approdati alla
categoria maggiore dopo ottime parentesi dilettantistiche. E’ seguendo questa strada che si punta a
creare una compagine campana di “serie A”, supportata da sponsor locali e nazionali, sostenuta da una
presenza mediatica costante garantita dalla supervisione sul territorio di Silver Mele, volto e voce nota di
Sport Italia e Radio Crc Targato Italia nonché dalle pagine redatte settimanalmente sui quotidiani
“Corriere di Caserta”, “Cronache di Napoli” e “Il Roma” da Alessandro Avolio.
Insomma, la Campania e la Miche Silver Cross si propongono come modello vincente, da seguire per
tutto il ciclismo del sud Italia grazie alla professionalità e alla passione di chi non ha mai smesso di credere
nei valori di uno sport unico, da vivere senza respiro fino all-ultimo colpo di pedale.

Padova, 31/8/2008 -
E’ Francesco Ginanni, neoprof toscano e portacolori della Serramenti PVC Diquigiovanni Androni, ad imporsi nell’ 80° edizione del Giro del Veneto-VIII Memorial Enrico Tonello.
La gara, organizzata dalla S.C. Padovani, con partenza ed arrivo a Padova dopo 200 km, gli ultimi dei quali lungo le erte del parco regionale dei Colli Euganei, è stata combattuta ed entusiasmante con tanti uomini di spessore a provare a vincerla.
Danilo Di Luca e Garzelli hanno provato anche loro a mettersi in mostra per vincere la competizione e soprattutto a farsi notare dal C.T. Ballerini.
E così il 23enne toscano, mattatore nel 2007 tra i dilettanti, ha fulminato gli undici fuggitivi che si erano involati nel finale.
Sul temibile Roccolo, l’asperità più impegnativa di giornata erano in sette a fare la differenza: Di Luca e Bosisio(LPR), Francesco Masciarelli(Acqua e Sapone), Pasquale Muto e Massimo Giunti(Miche Silver Cross), Caruso(Flaminia) e Pellizzotti(Liquigas). Tutti questi uomini ambiscono, a giusta ragione, a vestire la maglia azzurra ai prossimi mondiali di Varese. Nella discesa i primi a rientrare sono Stefano Garzelli (Acqua & Sapone) ed Eddy Ratti(Nippo Endeka). Nel successivo tratto in pianura alle spalle dei nove, rientrano un’altra decina di corridori pilotati dal duo della Preti Mangimi Gonchar e Bertuola con i quali rientrano, tra gli altri, anche Andrea Masciarelli(Acqua & Sapone), Donato Cannone(NGC OTM), Francesco Ginanni (Diquigiovanni) ed il laziale Leonardo Giordani(Flaminia).
Dopo il rimescolamento dei venti al comando c’è un susseguirsi di scatti e controscatti con il frazionamento di due gruppetti con undici al comando: Ginanni (Serramenti PVC Diquigiovanni), Honchar e Bertuola (Preti Mangimi), i fratelli Masciarelli (Acqua e Sapone), Cannone (NCG), Giordani (Ceramiche Flaminia), Muto (Miche Silver Cross), Bosiso, Di Luca (LPR Ballan) ed Eddy Ratti (Nippo Endeka).
Ai 5 km dall’arrivo era il partenopeo Pasquale Muto a provare l’assolo ma le coppie di compagni di squadra presenti nel drappello inseguitore(Preti Mangimi, LPR ed Acqua & Sapone) non favorivano il portacolori della Miche Silver Cross che veniva ripreso a meno di due chilometri dall’arrivo.
Ne approfittava del lavoro altrui, Francesco Ginanni, già vincitore alla Tre Valli Varesine, che batteva allo sprint in modo netto i compagni di fuga.
Danilo Di Luca, grande pronosticato alla vigilia, ha chiuso 11°, dopo aver tentato, anch’egli, numerosi allunghi nel finale.
Il vincitore: “Spero con queste mie prestazioni di dimostrare il mio valore al C.t. Ballerini, anche in vista dei prossimi campionati Mondiali di Varese, dove vorrei conquistare la maglia azzurra. Questa vittoria va al mio compagno di team Alessandro Bertolini (vincitore nel 2007 ed infortunatosi a Camaiore), con l’augurio che possa rimettersi al più presto.”
Per il napoletano Muto la consapevolezza di giocarsi alla pari le proprie possibilità con gente del calibro di Garzelli, Di Luca e Bettini(al Matteotti). Non deve ossessionarsi con la voglia di vincere, ma continuare a stare tranquillo, dopo tanti piazzamenti arrivano anche le vittorie, è la legge dello Sport e speriamo valga anche per Pasquale. Lui ci crede ed anche noi.
Ordine d'arrivo:
1° Ginanni Francesco (Diquigiovanni) km 199.8 in 4.52.40 media 40,961
2° Gonchar Serhey (Preti Mangimi)
3° Masciarelli Andrea (Acqua e Sapone)
4° Cannone Donato (NGC)
5° Giordani Leonardo (Ceramiche Flaminia)
6° Muto Pasquale (Miche)
7° Bosisio Gabriele (Lpr Ballan)
8° Bertuola Alessandro (Preti Mangimi)
9° Masciarelli Francesco (Acqua e Sapone)
10° Ratti Eddy (Nippo Endeka)
11° Danilo Di Luca (Lpr Ballan)


Camaiore (LU) -
Spesso, anzi quasi sempre, commentiamo e narriamo di ciò che le gare ciclistiche ci danno l'oppotunità di
fare vedendole. Stavolta, colto al volo l'invito di seguire, già dalla vigilia, la squadra professionistica della
Miche-Silver Cross, ci avventuriamo con loro in una due giorni 'full immersion', e pertanto ne descriviamo la
prima giornata.
La giornata di mercoledì inizia, per i corridori campani, con l'adunata a Caserta alle ore otto per
Nicola D'Andrea, Mariano Giallorenzo e Pasquale Muto. La Miche Silver Cross ha sempre puntato sui
corridori campani anche in passato come con Tony D'Aniello e Armando Rupa e sentendo la dirigenza
della squadra c'è tutta l'intenzione di formare una colonia nel Sud ed in particolare in Campania formando
la squadra con il 60%-70% di corridori meridionali. Ci si augura che, come accade in Trentino ad esempio,
anche la regione Campania scenda in campo e dia il proprio contributo. Sono queste le iniziative da
prendere e da sfruttare al meglio. Speriamo che ci si possa costruire qualcosa di importante.
IL VIAGGIO
Viaggio tranquillo in ammiraglia ed arrivo a destinazione nell'entroterra toscano per pranzo dove ci si
incontra con gli altri corridori il pesarese Massimo Giunti, il polacco Kristof Szczawinsky ed il colombiano
Edwin Carvajal mentre solo in serata ci sarà l'arrivo di Usai.
RITORNO IN BICI
Dopo pranzo riposo e verso le 16 sgambata di una sessantina di km.
Ritorno in albergo ed alternandosi alle cure del massaggiatore Giuseppe Di Giacomo ci si rinfresca con
una doccia. Nel mentre si parla del loro compagno di squadra Niemec, polacco, impegnato sabato prossimo
a Pechino nella gara olimpica. Alle ore 20 si va a cena e nel mentre si notano in albergo altre facce
conosciute tra cui corridori ancora in attività come Fabio Sacchi (Preti Mangimi) ed Ivan Fanelli (Cinelli) ma
anche dirigenti ex corridori come Alberto Elli (Preti Mangimi) e Pierino Gavazzi (Amore e Vita). Nel dopo
cena le squadre, presenti in albergo(Nippo Endeka, Amore e Vita, Preti Mangimi, Cinelli ed ovviamente la
Miche Silver Cross) si riuniscono nel salotto e insieme si vedono le immagini del ciclismo che fù notando
le pedalate di Jan Ullrich del quale vanno le immagini sul canale ESPO. Ognuno commenta le proprie
esperienze e nessuno parla della gara del giorno successivo.... Scaramanzia? Buona notte... Buon Giorno...
Ed in bocca al lupo...a tutti i corridori della Miche - Silver Cross ma anche ai corridori campani
Raffaele Illiano (Androni DiQuigiovanni), Tony D'Aniello (Flaminia) con il massaggiatore napoletano al
seguito Giuseppe Desiderio anche lui della Flaminia, Bernardo Riccio (Tinkoff), Raffaele Ferrara (LPR BALLAN).
Completa la carovana dei campani nel mondo dei Prof l'esperto massaggiatore Raffaele Riccio (Acqua & Sapone)
una vera ricchezza per ogni squadra in cui ha militato e Palmiro Masciarelli non se lo è lasciato sfuggire.
'To Be Continued'
Camaiore (LU), 7 agosto 2008 -
Durante le operazioni di firma del foglio di partenza ricordato Giovanni Ghirlanda, giornalista e corrispondente de
"Il Tirreno", memoria storica del GP Camaiore recentemente scomparso.
Via ufficioso alle ore 10.55 dallo stadio comunale di Camaiore; partenza ufficiale alle ore 11.05 da Viale Oberdan (km 0) con
137 corridori in rappresentanza di 15 squadre.
Non parte il corridore n.132 Michael Stevenson (Amore&Vita Mc Donalds); al suo posto il compagno di squadra Ervin Haxhi, n.140.
Al primo traguardo volante (km 24.6):
1. Enrico Rossi (NGC-OTC)
2. Fabio Ciccarese (Cinelli-OPD)
3. Marino Palandri (Nippo-Endeka)
Il gruppo transita con un ritardo di 2’22”
Al secondo traguardo volante (km 30.2):
1. Enrico Rossi (NGC-OTC)
2. Marino Palandri (Nippo-Endeka) a 1’48”
3. Fabio Ciccarese (Cinelli-OPD)
Al terzo traguardo volante (km 35.8):
1. Enrico Rossi (NGC-OTC)
2. Fabio Ciccarese (Cinelli–OPD) a 2’22”
3. Marino Palandri (Nippo-Endeka)
Al quarto traguardo volante (km 41.4):
1. Enrico Rossi (NGC-OTC)
2. Fabio Ciccarese (Cinelli-OPD) a 2’22”
3. Marino Palandri (Nippo-Endeka)
Al quinto traguardo volante (km 47)
1. Enrico Rossi (NGC-OTC)
2. Fabio Ciccarese (Cinelli-OPD) a 2’43”
3. Marino Palandri (Nippo-Endeka)
Classifica finale del Circuito di Lido di Camaiore "Fabio Casartelli":
1. Enrico Rossi (30p)
2. Fabio Ciccarese (18p)
3. Marino Palandri (10p)
Primo passaggio Monte Pitoro:
1. Enrico Rossi
2. Marino Palandri
3. Fabio Ciccarese
La media oraria della corsa dopo 73 km è di 42.580 km/h.
Intanto Ciccarese, staccatosi lungo la salita di Monte Pitoro, viene raggiunto dai due inseguitori Centrone e
Haxhi a meno di 2 km dal primo passaggio a Camaiore. Cede anche Palandri e si forma quindi un quartetto
all'inseguimento di Rossi composto da Palandri, Centrone, Haxhi e Ciccarese, con un ritardo di 5’05”
da Rossi al km 75. Sempre Rossi a guidare la corsa per la seconda ascesa a Monte Pitoro, mentre tra i quattro
inseguitori perde contatto Ciccarese.
Secondo passaggio Monte Pitoro:
1. Rossi,
2. Palandri
3. Centrone
Ancora primo dunque Rossi sul Pitoro, mentre Palandri e Centrone transitano con un ritardo di 5’12”.
Più staccato Ciccarese, segnalato in difficoltà, a 5’50”. Il gruppo aumenta l'andatura
sotto l'impulso degli uomini della Lpr-Ballan e transita sul GPM con 6’12” da Rossi, riducendo il
proprio distacco. In località Monte Magno (km 92) il gruppo raggiunge Ciccarese, pertanto restano solo 3
uomini all'inseguimento del solitario Rossi. Al passaggio sul traguardo Rossi ha 5’15” sui tre inseguitori
fe 6’11” sul gruppo tirato dalla LPR-Ballan. Il gruppo riassorbe gli inseguitori e riduce il ritardo da Rossi.
Terzo passaggio Monte Pitoro:
1. Rossi
2. Luca Celli (LPR) a 4’25”
3. Cristiano Salerno (LPR)
Il gruppo è a 4’25”.
fAl terzo passaggio da Camaiore il gruppo ha un ritardo di 3’55”. Sempre gli uomini della LPR-Ballan a fare
l'andatura: velocità molto sostenuta. La media oraria della corsa al km 122 è di 42.490 km/h.
Al km 127 il gruppo è segnalato con un ritardo di 3’25” da Enrico Rossi. Intanto un terzetto composto da
Antonio D'Aniello (Flaminia), Ivan Rovny e Alexander Gottfried (Tinkoff) allunga, ma il loro vantaggio è
minimo. Il gruppo reagisce e non lascia spazio.
Quarto passaggio Monte Pitoro:
1. Rossi
2. Romas Sinicinas (Cinelli-OPD) a 30”
f3. Luca Pierfelici (Acqua&Sapone-Caffè Mocambo)
E' il team Acqua&Sapone a portarsi in testa al gruppo ormai forte di una ottantina di unità.
Velocità molto sostenuta ed il fuggitivo Enrico Rossi (NGC-OTC) viene raggiunto al km 136. Situazione quindi di
gruppo compatto. Lungo la discesa di Montemagno allunga Luca Paolini (Acqua&Sapone) in compagnia
di Alessandro Vanotti (Liquigas), Alessandro Bertolini (Diquigiovanni-Androni), Enrico Gasparotto (Team Barloworld),
Leonardo Giordani (Flaminia), Francesco Failli e Andrea Masciarelli (Acqua&Sapone), Eddy Ratti (Nippo-Endeka).
Gli otto hanno un vantaggio di 30” sul resto del gruppo al passaggio da Camaiore.
Il vantaggio degli otto battistrada si mantiene costante (28”), mentre dietro è la LPR-Ballan che intensifica
l'inseguimento insieme alla OTC. All'inizio della salita il divario è comunque di soli 20” e per i
fuggitivi la speranza svanisce. Failli e Andrea Masciarelli allora tentano di rilanciare l’attacco, su di loro si portano prima
Bruno Rizzi (NGC-OTC) e Vasili Kiryienka (Tinkoff) ma il gruppo si ricompatta in vista del GPM.
Quinto passaggio Monte Pitoro:
1. Luca Pierfelici (Acqua&Sapone)
2. Bruno Rizzi (NGC-OTC)
3. Francesco Failli (Acqua&Sapone)
Dopo lo scollinamento allungo di Gabriele Missaglia (Diquigiovanni) e Maurizio Biondo (Ceramiche Flaminia), a cui
si accodano Leonardo Bertagnolli (Liquigas), Gabriele Bosisio (LPR), Gianpaolo Cheula (Barloworld),
Adriano Angeloni (Ceramica Flaminia), Massimiliano Gentili (Acqua&Sapone), Francesco Reda (NGC-OTC),
Valodymyr Zagorodny (Cinelli-ODP). Il gruppetto dei nove battistrada in discesa si infoltisce con l'arrivo di
Danilo Di Luca (Liquigas), Alessandro Bertolini (Diquigiovanni), Santo Anzà (Diquigiovanni), Vasili Kirienka (Tinkoff),
Alessandro Bertuola (Preti Mangimi) ed Eddy Ratti (Nippo-Endeka). All'ultimo passaggio sul traguardo suona la
campana , il vantaggio dei 15 battistrada è di 32”.
A 20 km dall’arrivo il vantaggio dei fuggitivi è stabile a 30”. L’inseguimento è sostenuto soprattutto
dall'Acqua&Sapone, e prima dell'ultima ascesa del Pitoro il ritardo del gruppo è ormai ridottissimo (10”).
In salita il primo a scattare è Bertagnolli che guadagna una manciata di secondi. Di Luca intanto appare in difficoltà.
Bertagnolli insiste, ha 20” su un quartetto alle sue spalle formato da Bosisio, Cheula, Gentili e Reda. I quattro vengono
subito riassorbiti dal gruppo che viaggia a 14” da Bertagnolli a -10 dall’arrivo.
Sesto passaggio Monte Pitoro:
1. Leonardo Bertagnolli (Liquigas)
2. Domenico Pozzovivo (CSF Group-Navigare) a 10”
3. Francesco Masciarelli (Acqua&Sapone)
Bertagnolli tiene duro ed ha 20” di margine su 14 inseguitori. In discesa, a 6 km dall’arrivo, le carte si mescolano, ma
il vantaggio di Bertagnolli cresce fino a 28”. All'ultimo km Bertagnolli ha ancora 30” di margine, ormai è fatta,
i suoi inseguitori debbono rassegnarsi. Kiryienka vince la volata dei piazzati nella quale cadono Bertolini, Rizzi e Cheula.
Al terzo posto Maurizio Biondo.
Ordine d’arrivo ufficioso del 59° Gran Premio di Camaiore:
1. Leonardo Bertagnolli (Liquigas) km 193,7 in 4h29’14”, media kmh 43,170
2. Vasili Kiryienka (Tinkoff)
3. Maurizio Biondo (Ceramiche Flaminia)
4. Massimo Giunti (Miche-Silver Cross)
5. David Tanner (Barloworld)
6. Francesco Reda (NGC-OTC)
7. Fabio Negri (LPR-Ballan)
8. Alessandro Bertuola (Preti Mangimi)
9. Pasquale Muto (Miche-Silver Cross)
10. Francesco Ginanni (Diquigiovanni)


Pescara -
La 63ª edizione del Trofeo Matteotti porta la firma illustre di Paolo Bettini.
Non è stata una vittoria facile per il campione del mondo: alla fine è stato necessario il
fotofinish per capire chi tra Bettini, Francesco Reda e Pasquale Muto avesse vinto.
La corsa è stata movimentata dall’inizio; tanti i tentativi che hanno caratterizzati i primi giri
della Classica pescarese organizzata dall’Unione Ciclistica "Fernando Perna".
La prima azione della corsa è stata caratterizzata da una fuga del pesarese Francesco Canuti,
neo professionista, portacolori del team Csf-Group Navigare. La sua azione (dopo aver accumulato
un vantaggio massimo di 4'20" al km 69 di corsa in occasione del quinto giro) termina a sei
giri dalla conclusione quando viene ripreso da un drappello di dieci atleti composto da Sestili,
Proni, Maisto, Baliani, Cannone, Bertuola, Traficante, Reda ed il napoletano, di San Pietro a Patierno,
Raffaele Ferrara. Esaurita l’azione dei dieci attaccanti, al nono giro parte da solitario
Alfonso Falzarano (Cinelli Opd) che, causa una foratura, viene raggiunto e superato da Krys,
Donati, Pierfelici, Zanasca e Rizzi. L’azione del quintetto si esaurisce al dodicesimo giro con il
gruppo dei migliori che ritorna compatto e ridotto a una trentina di unità. E' negli ultimi due giri,
quando anche l'idolo di casa Di Luca abbandona la gara così come tanti altri, che la gara si infiamma
con l'entrata in scena dei big. Ci prova Filippo Simeoni, il campione italiano, il quale
tenta di anticipare tutti ma alla sua ruota si porta Francesco Reda. Alle loro spalle dal gruppo dei
migliori, nello strappo che caratterizza il percorso, sono il campione olimpico e mondiale
Paolo Bettini con Pasquale Muto e Fabio Gilioli ad evadere ed a riportarsi sui fuggitivi.
Mancano dieci chilometri oramai all'arrivo, sui successivi strappi che precedono la discesa
che porta alll'arrivo Pasquale Muto è colui che sembra più brillante ed il solo Bettini
sembra in condizione di poterlo contenere. Ma Muto, corridore generoso, si porta al comando
del drappello in salita, facendo soffrire i compagni di fuga, ma non dà il colpo di grazia che avrebbe
potuto lanciarlo da solo o con Bettini. Negli ultimi due chilometri è il campione italiano Simeoni,
forse dl'accordo con Bettini, a porsi davanti al drappello dei fuggitivi, Muto prova a scattare
ma è proprio l'esperto corridore di Sezze a chiudere. Nel finale il Campione del Mondo Paolo Bettini
battezza, come ruota da marcare quella di Muto, e quando ci si lancia nello sprint a ranghi ristretti
Muto prende la testa che cede ai 25 metri dal traguardo quando Bettini lo supera in affannosa rimonta
ed a quel punto Muto smette di pedalare con forza e sulla linea è superato anche da Francesco Reda.
Vince Bettini che precede nell’ordine Reda, Muto, Gilioli e Simeoni. Alle spalle dei cinque giunge da solo
Callegarin che precede di una manciata di secondi il fruppetto degli inseguitori che vede imporsi
Massimo Giunti, compagno di squadra di Muto, allo sprint che vale il settimo posto. Per Bettini è il secondo
successo stagionale. "Sono venuto qui per vincere. La mia condizione sta crescendo. Sto bene
e punto all’olimpiade" - dice Paolo Bettini. "Sono felice per questa vittoria, sapevo
della durezza del percorso e soprattutto per me era un test per i prossimi impegni. Ho voluto
fortemente questa vittoria. La squadra è stata magnifica. Le sensazioni sono buone e il colpo di
pedale migliora di giorno in giorno. E' stato sicuramente un buon test considerato il chilometraggio (190 km)
e la temperatura che si è mantenuta sempre sui 35 gradi".
Bettini rifinirà ora la sua "preparazione olimpica" al Tour de la Region Wallone.
"Correrò in Belgio da sabato prossimo" - termina Bettini - "poi volerò in Spagna
per partecipare alla Clasica San Sebastian. L’obiettivo è di crescere ulteriormente per presentarmi
al top a Pechino". Pasquale Muto è soddisfatto del piazzamento: "Giungere alle spalle
di Bettini vale quasi più di una vittoria per l'effetto mediatico che ne consegue; l'avevo detto
che ero in buona condizione e non ho deluso le attese, ora punterò a far bene in un paio di tappe al
Brixia e poi punto all'Agostoni ed alle classiche di avvicinamento al Mondiale di Varese".
Al Matteotti sono partiti 133 corridori, in rappresentanza di 19 squadre. Il via ufficiale è stato dato dal
sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, insieme con il consigliere regionale Gianni Melilla.
Ordine d'arrivo:
1) Paolo BETTINI (Quick Step) km 188,5 in 4h45' media 42,841 km/h;
2) Francesco Reda (Ngc Medical);
3) Pasquale Muto (Miche SilverCross);
4) Fabio Gilioli (Amore&Vita);
5) Filippo Simeoni (Ceramica Flaminia);
6) Daniele Callegarin (Centri della Calzatura) a 30";
7) Massimo Giunti (Miche SilverCross);
8) Ruslan Pidgornyy (Lpr-Ballan);
9) Francesco Masciarelli (Acqua&Sapone-Caffè Mokambo);
10) Luigi Sestili (Ceramiche Flaminia).
Cittadella (PD) –
Vittoria del corridore sloveno Robert Vrecer, portacolori del Radenska-Financial Point, nel 23° Giro Internazionale del
Medio Brenta (foto Scanferla).
La gara, organizzata dal Veloce Club Villa del Conte diretto da Michele Michielon, ha visto la partecipazione di 169 ciclisti.
Vrecer, che compirà 28 anni il prossimo 8 ottobre, aveva vinto anche sabato la prestigiosa cronoscalata
Gardone Val Trompia - Prati di Caregno.
A Cittadella ha preceduto il pesarese Massimo Giunti (Miche-Silver Cross) ed il teramano
Alessandro Donati (Acqua e Sapone-Caffè Mokambo). Il Giro del Medio Brenta era valido per la seconda prova del
Trofeo Grand Prix Città Murata voluto da Pierluigi Basso e per la Coppa d'Argento offerta dal Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano.
Vrecer ha preceduto i sette compagni d'avventura dopo una gara combattutissima dall'inizio alla fine. Dopo il via, dato
da Abbazia Pisani e la partenza ufficiale da Villa del Conte, la gara è entrata nel vivo. I primi tre premi traguardo
sono stati vinti dallo sloveno Grega Bole (Adria Mobil).
La carovana multicolore si è poi diretta verso l'Altopiano di Asiago ad un'andatura sempre più sostenuta
(nelle prime due ore di corsa è stata registrata una media di oltre 45 orari) e proprio in questa occasione ci sono
stati vari tentativi di fughe.
Al primo Gpm, posto sulla mitica salita della Rosina, Stefano Usai (Miche) ha sorpreso il gruppo in contropiede, ma
è stato Pierfelici (Acqua e Sapone) ad allungare e a trascinarsi a ruota altri atleti. Sono stati i successivi
Gran Premi della Montagna a creare i cambiamenti alla testa della corsa. Ad aggiudicarseli sono stati
Rezman (Radenska) a Marotte ma poi è stato Pasquale Muto (Miche) a prendere le redini della gara transitando primo
sui GPM di Conco ed ancora sulla Rosina.
Al centesimo chilometro il napoletano Muto è partito trascinandosi con se altri sette concorrenti prima e
successivamente il portacolori della Miche si è involato da solo, però, è stato raggiunto a 10 km dal traguardo
ed a comandare la corsa sono rimasti in otto. All'ultimo chilometro Pasquale Muto prova ancora l'allungo, sembra
essere l'azione decisiva, ma il napoletano sbaglia strada favorendo il recupero dei sette inseguitori che si giocano
la vittoria allo sprint che vede lo sloveno Robert Vrecer ottenere la seconda vittoria stagionale. In casa Miche-SilverCross
il secondo posto di Massimo Giunti ed il sesto di Niemec ma soprattutto la consapevolezza di avere un Muto in grande
condizione.
Domenica a Pescara il GP Matteotti, e Pasquale Muto ne sarà, senz'altro, protagonista assoluto.
Ordine d'arrivo:
1. Robert Vrecer (Slovenia - Radenska-Financial Point) Km. 163 in 3h52'53” media 41,995;
2. Massimo Giunti (Miche-Silver Cross);
3. Alessandro Donati (Acqua e Sapone-Caffè Mokambo);
4. Daniele Callegarini (Centri della Calzatura-Partizan);
5. Igor Silin (Nazionale Russa);
6. Przemyslaw Niemec (Polonia - Miche-Silver Cross);
7. Bostjan Rezman (Slovenia - Radenska-Financial Point) a 3";
8. Pasquale Muto (Miche-Silver Cross) a 12";
9. Fabio Negri (Mapooro Named-Team Aurora) a 1';
10. Miguel Angel Rubiano Chavez (Colombia - Centri della Calzatura-Partizan).
CASERTA – Si avvicina il 15 giugno, giorno in cui tutta la provincia di Caserta, con il fascino immenso dei suoi più suggestivi paesaggi, applaudirà al passaggio del plotone che animerà la prima edizione della Gran Fondo del Volturno. Un appuntamento che ritorna a distanza di oltre un decennio dal Giro del Matese grazie all'idea delle associazioni “Centoeventi” e "ASD Volturnia Bike", nonché alla supervisione dei quotidiani “Cronache di Napoli” e “Corriere di Caserta”. Due percorsi, quello della Gran Fondo di circa 170 chilometri e quello del Medio Fondo di 110 chilometri, egualmente impegnativi con partenza comune dal centralissimo stadio Pinto di Caserta. Ad illustrarci il tracciato, con le sue insidie ma anche con lo spettacolo naturalistico offerto dalle ben 22 località che saranno attraversate, Pasquale Muto, ciclista professionista della Miche Silver Cross, tra i più amati del panorama campano assieme a Illiano, Ferrara e D’Aniello. “Vi dico subito che per le caratteristiche del percorso e per la bellezza dei luoghi attraversati – esordisce Muto – di Gran Fondo così al centro-sud proprio non ce ne sono. Per trovarne di simile bisognerebbe andare al nord per vivere magari lo spettacolo delle grandi classiche quali La Nove Colli o addirittura la Maratona delle Dolomiti”. Dici così per lo spettacolo del paesaggio, sai tuttavia benissimo che ci sarà gente agguerrita dal punto di vista agonistico. Che cosa ti senti di aggiungere sulle difficoltà del tracciato? “Che potrebbe benissimo diventare una gara molto impegnativa per i professionisti. Per intenderci da arrivo in volata per non più di dieci corridori. Scendendo di livello è invece facile prevedere arrivi solitari dal momento che non ci sarà un metro per rifiatare. Dopo il fascino della partenza dal Pinto e gli strappi fino a Caiazzo, chi non ama la salita dovrà rassegnarsi ad una grandissima sofferenza”. Ti saranno grati i lettori- ciclisti per queste parole di incoraggiamento. “Attenzione, dico solo che la salita da Alife fino a Gallo Matese potrebbe tranquillamente fare selezione anche al giro d'Italia. Il primo tratto è molto impegnativo e sarà fondamentale saper dosare le energie”. Per fortuna, dopo tanto soffrire arriva anche la discesa. “Che è bellissima, poco pericolosa e con un manto stradale impeccabile. Fino giù a Piedimonte Matese ci sarà occasione di rifocillarsi o magari, per gli specialisti puri, di provare a rientrare su chi ha preso del vantaggio. Tuttavia il sollievo durerà pochi chilometri…”. Già siamo proiettati sulla salita di Dragoni? “Eh sì. Come direbbe Reverberi, lì gli uomini si divideranno dalle donne. Per capirci, è una salita con tratti anche al 12% di pendenza, che soprattutto giunge dopo 130 chilometri già percorsi. Quando le gambe sono pesanti e i crampi scandiscono il passo lento”. E sul finale, per non smentire il canovaccio, ancora qualche chilometro di salita… “Dulcis in fundo, i circa tre chilometri di Gradilli saranno trampolino di lancio per qualche attacco eventuale. Qualora dovesse essercene bisogno, o meglio la forza. Ripeto, la mia previsione è quella di arrivi solitari o in sparuti gruppetti di atleti. All'insegna della solidarietà che in questo sport, specie nelle retrovie, davvero non manca mai”. Una cosa è certa, per provare il percorso ti sei allenato per bene. “Assolutamente si. Tanti chilometri che saranno sicuramente utilissimi al GP di Kranj e al giro di Slovenia dove con la Miche conto di essere protagonista. A proposito, ritornerò il 14 giugno proprio per prender parte alla Gran Fondo del Matese. Do inoltre appuntamento ai tifosi al Memorial Pantani dove lo scorso anno centrai il terzo posto. Potrebbe arrivare lì la prima vittoria del 2008, incrociamo le dita”. Non dimentichi qualcosa? “E come potrei. Siamo davvero messi male se a Casoria, la mia città di nascita e residenza, viene annullato il campionato regionale amatori (inizialmente in programma per domenica prossima) a causa dell'immondizia che invade le strade impedendone lo svolgimento. Spero solo che al più presto le cose cambino”. Una cosa è certa, la Gran Fondo del Volturno sarà occasione per rigenerare testa e polmoni nello spettacolo incontaminato del Matese e dei suoi comuni. Se non è questa già una vittoria?
Caserta. Abbiamo incontrato nella redazione di "Cronache di Napoli" e "Corriere di Caserta", in occasione di una riunione tecnica in vista della Gran Fondo del Volturno del prossimo 15 giugno dove i due quotidiani sono sponsor principali della manifestazione, due ciclisti professionisti entrambi portacolori del Team Miche SilverCross, e dopo averli invitati a percorrere in anteprima le strade della gara per avere da loro un ragguaglio tecnico, abbiamo approfittato per porre loro domande a 360° per scovare aspetti anche meno sportivi ma che possono far capire anche l’aspetto umano dei due. I loro nomi sono Pasquale Muto(per gli amici "Meto"), prossimo ai 27 anni, ed il ventiquattrenne Nicola D’Andrea. Iniziamo con Pasquale Muto: nato a Napoli il 24 maggio del 1980, residente a Caserta celibe ma fidanzato con Mary. Le caratteristiche del corridore, cresciuto ciclisticamente nel G.S. Nuova Casoria, sono quelle dello scattista, corridore di corse da un giorno(anche se non nasconde la stima per Miguel Indurain, re delle corse a tappe per più di un lustro), si vede adatto ad una gara come la Liegi-Bastogne-Liegi e spera presto di avere la possibilità di disputarla. La carriera dilettantistica di Muto è quella del campione predestinato con le circa 25 vittorie tra cui spiccano quelle di "Mercatale", della "Firenze-Modena", della Coppa Caivano e della Ruota d'Oro. E proprio con questi successi che si è guadagnato il passaggio al professionismo dove si è imposto nel Giro della Bulgaria oltre ad ottenere preziosi piazzamenti, soprattutto al Gp Matteotti dove negli ultimi quattro anni non è mai uscito dalle prime dieci posizioni(2° e 4° nel 2006 e 2007) ma anche 3° nel Memorial Pantani(2008),4° Trofeo Melinda(2007), 4° ad una tappa Giro del Trentino(2008) dove anche il CT della nazionale, Franco Ballerini ha avuto parole di elogio per il corridore campano che mira ad ottenere, a suon di risultati, la convocazione ai mondiali di settembre prossimo nella competizione iridata che si disputerà a Varese. Parlando con Pasquale Muto, ne scorgiamo altri aspetti, preferisce la MotoGp alla F1 ma ha l’hobby della lettura e non nasconde la sua napoletanità (preferisce Massimo Troisi come attore e la pizza margherita come cibo) e non nasconde un profondo dispiacere quando ci, e si, ricorda che nel 2006 c'erano 12 ciclisti professionisti napoletani (tra cui gli exiridati Figueras e D'Amore) mentre adesso ce ne sono cinque nonostante il forte interesse degli ultimi tempi dimostrato dai Media. Preferisce la mediterranea Penelope Cruz come attrice ma ha in mente un film, da molti criticato, "I colori dell’anima" interpretato da Andy Garcia e probabilmente si identifica nel protagonista "Modigliani" che come lui ricalca scene importanti ma che inevitabilmente prova momenti di acute riflessioni. Terminiamo con Pasquale Muto, umile e disponibile ragazzo, con le considerazioni sulla Gran Fondo del Volturno "Ottima la scelta del paesaggio e del percorso che ricalca le vecchie tradizioni della Gran Fondo del Matese"; "Sul percorso aspetto di visionarlo visto l'invito ricevuto dagli organizzatori di provarlo in bici e mi auguro che questa manifestazione possa essere un prologo per il ritorno del Giro della Campania per Professionisti". Veniamo a Nicola D’andrea, nato il 2 novembre del 1983 a Caserta e residente nella vicina San Nicola La Strada(Ce), celibe ma fidanzatissimo con Angela. Passista veloce, nel 2000 seppe imporsi nel Giro del Lodigiano, ma che è salito agli onori della cronaca nella recente Milano-Sanremo quando è stato capace di infilarsi nella fuga, di 150 chilometri, che ha caratterizzato il "mondiale di primavera", senza dimenticare i piazzamenti nelle tappe del Giro della Bulgaria(2° e 3°). Ha dalla sua parte, come Pasquale Muto del resto, la giovane età. Nick, così chiamato dagli amici, preferisce la bellezza di Monica Bellucci ma Johnny Depp è il suo attore preferito ma l’interpretazione che più l’ha colpito è quella di Mel Gibson in "Cuore Impavido" e non nasconde la passione per il gruppo rock latino dei "Manà". Ha mosso le prime pedalate con l’ "AC Pratese 1927" appassionandosi al ciclismo grazie alle imprese di Gianni Bugno(capace di vincere due mondiali di fila, fra le altre gare). Genio e sregolatezza sembrano le caratteristiche di Nicola, che concilia la passione per l’Archeologia a quella meno nobile per la PSP ma che in fatto di preferenze culinarie dimostra di avere palato fine essendo un appassionato di "Hangus argentina". Gli obiettivi di Nicola, per il 2008, il Giro del Lazio ed il Giro d’Emilia. Concludendo l’intervista con D’andrea chiediamo considerazioni sul ciclismo campano e sulla Gran Fondo del Volturno, alla prima questione rammaricato ci risponde che in regione ci sono grossi talenti ma le strutture sono carenti e gli sponsor solo di recente si stanno riavvicinando al Ciclismo mentre più entusiasta sembra essere quando parliamo della Gran Fondo del Volturno che ci dice che ricalca la Gran Fondo del Matese e che ben conosce il percorso di gara visto che si allena spesso su tali strade. In conclusione i due esponenti del Team Miche SilverCross, che si allenano spesso con gli altri professionisti napoletani Tony D’Aniello e Raffaele Ferrara ma anche con i promettenti U23 Roberto Cesaro ed Antonio Barra, ci danno appuntamento al 15 Giugno alla Gran Fondo del Volturno dove saranno ospiti graditi della manifestazione. Un sincero in bocca al lupo ai due intervistati ma anche a tutto il ciclismo regionale che sembra poter avere un rilancio importante.